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Glossario

Jyotisha: i termini

Che cosa vogliono dire, in breve. Come il sito li calcola sta nel metodo.

I termini restano in sanscrito, come in tutto il sito: tradurli produrrebbe parole che nessun libro usa e che non si possono cercare. La traslitterazione è quella semplice, senza segni diacritici, che è anche quella con cui si cercano.

Il cielo del Jyotisha

Jyotisha

Il nome indiano dell'astrologia, da jyotis, luce, astro. Calcola nello zodiaco siderale, con nove corpi invece di dieci e con strumenti suoi: i nakshatra, le dasha, i varga, le drishti. → Il metodo

Graha

I nove corpi del Jyotisha: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Rahu e Ketu. Urano, Nettuno e Plutone non ne fanno parte: il sistema è più vecchio della loro scoperta, e le sue regole non li prevedono.

Rahu e Ketu

I due nodi lunari, i punti in cui l'orbita della Luna taglia l'eclittica, trattati come graha con un nome: Rahu è il nodo nord, Ketu il sud, sempre opposti. Sul sito sono il nodo medio, come nel resto del tema. → I corpi

Rashi

Il segno, una delle dodici parti da 30° dello zodiaco. La carta dei segni, quella di partenza, si chiama anche D-1.

Lagna

Il segno che sorge all'orizzonte orientale nell'istante e nel luogo dati: il corrispondente dell'Ascendente. Senza l'ora di nascita non c'è.

Ayanamsa

L'arco fra il punto vernale, da cui l'astrologia occidentale fa cominciare l'Ariete, e l'inizio dell'Ariete siderale, ancorato alle stelle. Oggi vale poco più di ventiquattro gradi, e cresce di circa un grado ogni settantadue anni. Le scuole lo fissano in modi diversi: il sito ne offre sei. → Lo zodiaco

Le divisioni del cerchio

Nakshatra

Una delle ventisette parti da 13°20' in cui il Jyotisha divide lo zodiaco, le tappe di un giro della Luna. Ognuna ha un nome e un graha che la regge; il nakshatra della Luna alla nascita è quello da cui partono le dasha. → Come si calcolano

Pada

Un quarto di nakshatra, 3°20'. Sono centootto, nove per segno, e coincidono con le parti della navamsa. → I pada

Varga

Una carta divisionale: ogni segno si divide in n parti e a ciascuna si assegna un segno, secondo una regola propria di quel varga. Si indicano con D seguito dal numero delle parti: D-9, D-10, D-30. → Le regole

Hora

Il D-2, la divisione di ogni segno in due metà rette dal Sole e dalla Luna. Nel testo di Parashara la hora è di un luminare e non ha segno; l'uso corrente la manda al Leone o al Cancro. → Le due letture

Il D-9, la divisione di ogni segno in nove parti da 3°20'. È il varga più usato dopo la carta dei segni. → Un esempio

Il tempo

Dasha

Un periodo della vita retto da un graha. Il sistema più diffuso, il vimshottari, divide un ciclo di centoventi anni fra i nove graha in quote fisse; ogni periodo, il mahadasha, si suddivide in antardasha, e questi in pratyantardasha. → Come si calcolano

Panchanga

Il calendario indiano, «cinque membra»: tithi, vara, nakshatra, yoga e karana. Descrive un istante in un luogo, non una persona. → Come si ricava

Tithi

Il giorno lunare: il tempo in cui la Luna si allontana dal Sole di 12°. Trenta fanno un mese, in due metà (paksha) di quindici: la crescente, shukla, e la calante, krishna. → Il tithi

Vara

Il giorno della settimana, che nel panchanga comincia all'alba e non a mezzanotte. → La vara

Yoga

Nel panchanga, una delle ventisette parti da 13°20' della somma delle longitudini di Sole e Luna. Nei temi natali la stessa parola indica invece una combinazione di graha descritta dai testi: sono due cose diverse con lo stesso nome, e nessuna delle due ha a che fare con la disciplina. → Lo yoga del panchanga

Karana

Mezzo tithi, 6° di distanza fra Luna e Sole: sessanta per mese lunare, di cui quattro fissi e cinquantasei che ripetono sette nomi. → Il karana

I rapporti e le dignità

Drishti

Lo sguardo di un graha su un segno. Si conta a segni interi e in avanti, senza orbita: tutti guardano il settimo segno da sé, Marte anche il quarto e l'ottavo, Giove il quinto e il nono, Saturno il terzo e il decimo. → La tavola

Uccha e neecha

L'esaltazione e la debilitazione di un graha. Uccha è il segno in cui il graha è esaltato, con un grado di esaltazione più profonda; neecha è il segno opposto, allo stesso grado. Sul sito vengono dal Brihat Parashara Hora Shastra, 3.49-50. Per Rahu e Ketu lo stesso testo dà l'uccha in un altro capitolo (47.35), senza grado e senza dire il segno della neecha, che il sito quindi non indica.

Moolatrikona

«Trigono radice»: un tratto di uno dei segni propri di un graha, distinto dal resto del segno. Il Sole, per esempio, ha il moolatrikona nei primi venti gradi del Leone e il segno proprio negli altri dieci (BPHS 3.51-54).

Swakshetra

Il segno proprio di un graha, quello che regge: il corrispondente del domicilio occidentale.